


Questo articolo di prima pagina e di pagina interna pubblicato dalla Berliner Morgenpost rappresenta il massimo riconoscimento internazionale ricevuto da Fik. Scopri la storia, esplora il mondo della band e rimani aggiornato sui prossimi concerti visitando il nostro sito web!







"Una Caisa Drum, una Stratocaster e un’idea originale di musica sperimentale
Avevo alcuni pensieri prima di ascoltare, qualche scoria della giornata, ma poi durante la tracklist dadaista di Play + Rec tutto è svanito. Per capire davvero questo duo, però, bisogna partire dalla loro idea di musica e dai loro strumenti.
Stefano Cosi percuote la sua Caisa Drum, una sorta di Hang Drum, nella quale inserisce una pallina da ping pong se necessario. Poi, oltre a registrare la sua risata fragorosa, suona la batteria, un violoncello distorto, una Kalimba Sansula con il Wah Wah incorporato, uno strumento che imita il suono del vento. Federico Ficarra invece prende in mano la chitarra elettrica Stratocaster a cui aggiunge vari effetti di “Live Electronics”.
Il risultato non si può spiegare. Puoi solo sederti lì, fermo, e ascoltare. Stefano e Federico definiscono le loro creazioni come sperimentali (decisamente), rock (nell’approccio) e ambient (come brani strumentali senza canto).
Alcuni passaggi possono ricordare la samba, altri le campane tibetane, altri ancora sono ipnotici. Le dita sulla Caisa Drum sembrano inseguire ritmi di tribù ancestrali, mentre gli altri suoni arricchiscono l’atmosfera.
Non c’è un momento più giusto o migliore di un altro per premere play su questo album. Perché c’è sempre un pensiero da scacciare. Certo, se vuoi, puoi schiacciare Rec sulle tue reazioni."
Francesco Carrubba - RockIt Magazine
"Con l’arrivo della bella stagione, sboccia la “Primavera” di Fik y las Flores Molestas: l’album di questo collettivo con base a Padova si arricchisce della collaborazione del musicista Fosco 17 durante la fase di produzione, e vede la luce distribuito in totale indipendenza.
Dieci tracce (tra cui una cover) per comporre una proposta d’ascolto strutturata, organica, con stratificazioni interessanti (e insolite): l’album, come dicono gli stessi protagonisti, esplora nuovi suoni, lasciando presumere l’intenzione di mettersi in gioco e abbandonare campi creativi già ampiamente esplorati. È naturale trovare episodi nella tracklist che gravitano tra pop e alternative, per poi virare improvvisamente verso sonorità afro, samba e surf rock: tutto viene amalgamato attraverso la mano ferma e attenta degli artisti direttamente coinvolti, sia nelle sessioni di registrazione che nel laboratorio dei file di post-produzione.
Il tempo in compagnia di Fik y las Flores Molestas passa veloce e leggero, grazie a scelte attente e con la spinta di un sano entusiasmo, lontano da soluzioni comode e stili di tendenza per la stragrande maggioranza dei prodotti discografici. Posizionarsi nello scenario alternativo con una pubblicazione come questa è significativo, e portare “Primavera” a quante più persone possibile renderà possibile il salto di qualità e una crescita artistica importante."
Giandomenico Piccolo - Rockit Magazine
Mentre le prime foglie iniziavano a ingiallire, abbiamo iniziato a suonare "Pissin'around" delle Las Flores Molestas e, miracolo, l'autunno è diventato improvvisamente solo un miraggio. Merito della band padovana che con il suo carico di colorato Latin jazz'n'roll ci ha fatto dimenticare i primi freddi della stagione e li ha abbracciati con ritmi tropicali e il sole della buona musica. Questo è un album davvero ben suonato in cui si sente, praticamente in ogni singolo passaggio armonico, quanto si siano divertiti i membri della band a registrarlo. Prendi la seconda traccia, "Hakuna Matata!" e dicci se anche tu, più o meno intorno all'1.15, non hai sentito il bisogno di alzarti dalla poltrona e iniziare a ballare in salotto.
Ecco, secondo noi, questo fatto dell'estrema socialità della musica padovana è forse il loro più grande merito: questo è un album da ascoltare in compagnia, magari anche meglio insieme a un gruppo di amici o, perché no, anche tra sconosciuti che poi alla fine ci si conosce sempre.
Dopotutto, la musica serve anche e soprattutto a creare legami e "Pissin'around" è sicuramente un ottimo aiuto in questo. Menzione d'onore poi per la traccia finale, "At the Station Intimate Version" che ci ha rivelato un lato più romantico e tormentato delle Las Flores Molestas, che ci piacerebbe esplorare nei loro prossimi lavori.
Mattia Nesto - RockIt Magazine
Federico Ficarra, conosciuto come Fik, è un performer, cantante, chitarrista, produttore musicale e compositore. Insegna musica ed è il manager e factotum della band Fik y las Flores Molestas. Nel 2024 la sua canzone Onda di Mare (dall’album Primavera) ha raggiunto la finale nazionale del concorso Je So Pazzo, ed è stata anche selezionata insieme ad altri brani dell’album per la semifinale nazionale del concorso Premio Lucio Dalla; il primo singolo Stranger si è classificato primo nella classifica nazionale indipendente rap trap.
Fik ha vissuto per 4 anni a Berlino: ha suonato (chitarra e voce) in diversi club molto famosi come il SO36 (David Bowie fu acclamato sia dal pubblico che dai musicisti per salire sul palco all’apice del suo periodo berlinese), l’Insomnia-Nightclub, il Brunnen70, il Kit Kat Klub (Liza Minnelli, il locale dove è nata la Love Parade) dove ha diretto un festival da lui ideato chiamato Karneval of Love, il Sony Center a Potsdamer Platz, hotel come il Circus Hotel a Rosenthaler Platz. Jazz Club come B-Flat, Waldo Bar, Ernst, Zosch, e Naked Jazz Festival sono stati esportati da New York a Berlino dal batterista Eric Vaughn. È stato invitato 2 volte a suonare allo Yorckschlösschen Home of Jazz & Blues. Il principale quotidiano Berliner Morgenpost gli ha dedicato un articolo con foto in prima e nelle pagine interne. A Berlino ha collaborato con Milo Lombardi, Charles Sammons, Lars Karlin, Roland Satterwhite, Pinar Tatlikazan, Seraphim Greno Bradel, Mike Basden e altri.
In Italia ha suonato come solista per 2 anni al Ritz Hotel di Abano; a Venezia 1 anno all’Hotel Moresco e alcuni mesi al Carlton Hotel sul Canal Grande, ristorante, e Top Of The Carlton Sky Lounge. Con la sua band e altre formazioni precedenti (blues e jazz) ha suonato in molti locali di Padova (ex-Mame, attuale Parco della Musica, Caffè Pedrocchi, Palazzo Zuckermann, Osteria Barabba, Pedro e molti altri), Venezia (Hard Rock Cafè, Al Vapore, Forte Marghera, Paradiso Perduto...), Vicenza (Vinyl, Rive Jazz Club), altre città del Veneto, Friuli Venezia Giulia (Trieste, Sofar Sound), Trentino, Lazio (Roma) e Lombardia. Ha suonato in 2 edizioni dello Sherwood Festival (una da solista, una in una marching band) e altri festival locali come Yucca, Navigli, Oktoberfest o Folk Festival. In Italia ha collaborato con Alberto Pretto, Glauco Benedetti (Jovanotti), Giovanni Perin, Giulio Tullio (Elio), Michele Uliana, Edoardo Brunella, Alessandro Brunetta, Stefano Cosi, Sergio Gonzo, Tommaso Piron, Amedeo Schiavon e molti altri.
In passato ha studiato recitazione teatrale, in particolare commedia e improvvisazione, e ha lavorato con noti registi e attori del Teatro Verdi di Padova e del Teatro Piccolo di Milano: Lorenzo Maragoni e Giorgio Sangati. Fik ha conseguito la Licenza di Teoria e Solfeggio con il Maestro S. Lanza, e 2 diplomi di laurea, uno in “Musica Informatica e Sound Design” (in particolare studiando pianoforte classico con il Maestro G. Di Toma), l’altro recentemente in “Chitarra jazz” studiando con i Maestri M. Tonolo (pianoforte jazz, arrangiamento), D. Santimone (chitarra) e F. Angiuli (musica d’insieme, storia), entrambi con il massimo dei voti al Conservatorio Cesare Pollini di Padova; qui ha realizzato con Alvise Vidolin, regista del suono di Luigi Nono, un’installazione audio con sintesi binaurale e motion capture molto apprezzata da Ennio Chiggio del Gruppo N di Padova. È stato ammesso ai corsi estivi della Berklee College of Music al livello più alto (IV), studiando con Jon Damian e Jim Kelly all’Umbria Jazz Festival. Alla scuola Gershwin di Padova ha frequentato un corso di perfezionamento con la cantante jazz Alessia Obino.
Continua a leggere per ascoltare la critica di Tolo Marton su Fik!

Fotografia di Stefano Cosi
“Le sue canzoni confermano l’idea che ho del suo approccio musicale, intriso di una sensibilità libera da particolari influenze. Molta espressività e un rilassamento che non guasta. Fondamentalmente è una persona che vede e suona la musica con la sua prospettiva, qualunque essa sia, e questo non è solo positivo, ma anche raro di questi tempi.”
Tolo Marton è il più grande chitarrista rock in Italia secondo Repubblica.
Sempre lui in riferimento all’album Pissin'around uscito nell’ottobre 2020:
"Mi sembra un ottimo album, diverso e con spunti interessanti!"
Marton ha collaborato con Ian Paice, Roger Glover e Don Airey dei Deep Purple e ha ricevuto il Jimi Hendrix Electric Guitar Festival Prize a Seattle (USA) direttamente da James Allen Hendrix, il padre di Jimi.

Fotografia di Sven Lambert, Berliner Morgenpost


Fotografia di Stefano Cosi
Fotografia di Stefano Cosi

Fik y las Flores Molestas
Fik y las Flores Molestas è il nome che Federico ha scelto per raggruppare le varie collaborazioni in studio e dal vivo, per strada e nei club, che lo hanno accompagnato nella rappresentazione della sua musica.
Oggi Fik si esibisce in trio con Giulio Daniele (batteria e voce) e Fabio Barbaro (basso), e collabora in studio con i polistrumentisti Amedeo Schiavon e Massimo Zago. Non mancano le collaborazioni con fiati: ce ne sono diverse nell’album Pissin'around, e Federico ha anche organizzato numerose parate in marching band a Berlino, Padova e Venezia, avendo così l’opportunità di raccogliere i contatti di molti musicisti.
Giulio Daniele
Giulio Daniele è un cantante eclettico, polistrumentista, compositore e produttore. Ha imparato a cantare e suonare principalmente da autodidatta, non è mai riuscito a limitarsi a un solo genere o strumento, ma si è sempre avvicinato alla musica con curiosità e desiderio di andare oltre ciò che già gli era familiare. Attualmente canta e suona: batteria, percussioni, basso elettrico, contrabbasso, chitarra e pianoforte. Ha iniziato a cantare e suonare il pianoforte, il flauto, o qualsiasi cosa producesse un suono fin da giovanissimo.
All'età di 8 anni ha seguito corsi di tastiera presso la scuola statale tenuti da Luisa Trovò per un totale di 3 anni, poi ha frequentato, sempre tramite la scuola statale, un corso di chitarra sotto la guida di Alessandro Nalesso per 2 anni. Ha poi preso lezioni individuali di batteria per 2 anni seguite da Alessandro Piovan. Da lì ha iniziato a suonare in numerose band, tra cui la Giulio Zennaro Experience come compositore, bassista e cantante, gli Empty Brain, come co-compositore, batterista e cantante, poi cantante solista, vincendo il concorso Emergenza Festival come miglior band emergente nel 2012. Ha poi suonato per 4 anni nei Solid Rock, prima come batterista poi come bassista.
Nel 2013/16 ha studiato canto gregoriano con il Maestro Massimo Bisson. Si è poi laureato in Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo. Ha perfezionato la conoscenza del basso elettrico e del contrabbasso sotto la guida di Marc Abrams nel 2016/19 e con il supporto di Maestri come
Francesco Angiuli, Daniele Santimone, Davide Ragazzoni e Marcello Tonolo.
Dopo il conservatorio si è dedicato all'apprendimento della produzione musicale e del mixing, e ha iniziato una carriera come busker, esibendosi nelle piazze di Padova, Ferrara, Milano, Firenze, Roma, Rijeka, Krk, Zagabria, Basilea, Baden-Baden, Berlino, Rotterdam, Amsterdam, Harwich, Guilford, Londra, Parigi, Lione, Barcellona e Valencia. Cantando e suonando la chitarra come busker, oltre a dedicarsi alla produzione, ha sviluppato un rapporto più intimo con la musica, vista non come un dono dedicato a chi la comprende e la apprezza, ma come un bene da condividere per instaurare rapporti umani e conoscere culture, attraversando il non senso dei confini mentali e geografici.
Fabio Barbaro
Bassista elettrico nato nel 1991, nato sotto il segno del Rock ma folgorato sulla via di Damasco dal Jazz, ha studiato presso la Scuola di Musica Gershwin di Padova, la Scuola di Musica Thelonious Monk di Mira e il Conservatorio di Padova con maestri come Alessandro Fedrigo, Franco Testa, Giorgio Panagin e Marco Privato, e ha ricevuto lezioni private da vari professionisti.
Appassionato di tutti i generi musicali, negli anni ha suonato con varie formazioni musicali in gruppi Jazz, Fusion, Rock, Metal, Bossa Nova, Pop Italiano e Straniero, Cantautorato, Musica Etnica e Musica Partenopea, esibendosi in diversi club, hotel, eventi, ristoranti, festival e feste private.


Fotografia di Stefano Cosi
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Fotografia di Stefano Cosi
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Fotografia di Stefano Cosi
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Fotografia di Stefano Cosi
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