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⚠️ Soft and hard...

...JAZZ FUSION VIBES!!! ⚠️ 

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La canzone Loophole nasce come brano strumentale proprio come lo fu per Stranger.
La svolta armonica della strofa di Loophole suona un po' jazzistica, infatti contiene la progressione base della musica jazz e non solo: II -> V -> I, omettendo però il V grado. Se fossimo in Do maggiore sarebbe: Rem —> Do. Suona jazzistico anche perché gli accordi sono pieni di note o, per così dire, ricchi di estensioni. I suoni prevalenti sono funky e dance, la voce è appena rappata.
Questa progressione nasce utilizzando una loopstation RC-20 nel periodo in cui Fik lavorava anche come artista di strada a Berlino, la base musicale è infatti dedicata all'omonimo locale in Boddinerstraße a Kreuzberg-Neukölln.
Il testo della canzone però è di recente composizione, è stato scritto da Fik durante la pandemia di Covid-19 e parla di giustizia sociale, di un carnevale che ritorna e resta simbolo dell'autodeterminazione dei propri corpi, parla dell'ecologia, dell'odio e del pregiudizio e altri temi sociali con accenni al dadaismo. Il brano è stato prodotto da Luca Jacoboni Fosco17 che ha registrato anche il basso e il pianoforte, Luca Rizzoli ha registrato la batteria.
Il videoclip è stato girato da Gianluca Battilani al Grindhouse Club di Padova: ha coinvolto i ballerini Laura Baldon e Bruno Carlini, la coreografa Isabella Pettenuzzi e la ballerina Federica Esposti che ha scritto la storyline.

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Fik y las Flores Molestas - Loophole

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03:47
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Fik y las Flores Molestas - Stranger

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Fik y las Flores Molestas - My Light Is Gonna Shine

Fik y las Flores Molestas - My Light Is Gonna Shine

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Fik y las Flores Molestas - At the Station

Fik y las Flores Molestas - At the Station

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Music

ALBUM

"Da Padova un quintale di jazz'n'roll latin coloratissimo!
 

Mentre le prime foglie iniziavano ad ingiallire, in redazione abbiamo fatto partire "Pissin'around" dei Las Flores Molestas e, miracolo, l'autunno è diventato di colpo solo un miraggio. Merito della band padovana che con il suo carico di jazz'n'roll latin coloratissimo ci ha fatto scordare i primi freddi della stagione e abbracciato con ritmi tropicali e il sole della buona musica. Questo è un album veramente ben suonato in cui si sente, praticamente in ogni singolo passaggio armonico, quanto i componenti della band si siano divertiti un mondo a registrarlo. Prendete la seconda traccia, "Hakuna Matata!" e diteci se anche voi, grosso modo intorno al 1.15, non avete sentito una spinta ad alzarvi dalla poltrona e mettervi a ballare in salotto.
 

Ecco a nostro avviso questo dato di estrema socialità della musica dei padovani è forse il loro più grande merito: questo è un album proprio da ascoltare in compagnia, magari ancora meglio assieme a un gruppo di amici o, perché no, anche tra sconosciuti che poi alla fine ci si conosce sempre.
 

La musica, in fondo, serve anche e soprattutto a creare legami e "Pissin'around" è sicuramente un ottimo aiuto nel fare ciò. Menzione d'onore poi per la traccia finale, "At the Station Intimate Version" che ci ha svelato un lato dei Las Flores Molestas, più romantico e tormentato, che ci piacerebbe tantissimo esplorare nei loro prossimi lavori."

Mattia Nesto - RockIt Magazine

"Una Caisa Drum, una Stratocaster e un'idea originale di musica sperimentale.

Avevo qualche pensiero prima dell'ascolto, alcune scorie di giornata, ma poi durante la tracklist dadaista di Play + Rec è sfumato tutto via. Per capire davvero questo duo, bisogna però partire dalla loro idea di musica e dai loro strumenti.

Stefano Cosi percuote la sua Caisa Drum, una sorta di Hang Drum, in cui all'occorrenza inserisce una pallina da ping pong. Poi, oltre a incidere la sua fragorosa risata, suona la batteria, un violoncello distorto, una Kalimba Sansula con incorporato il Wah Wah, uno strumento che imita il suono del vento. Federico Ficarra invece imbraccia la chitarra elettrica Stratocaster a cui aggiunge vari effetti "Live Electronics".

Il risultato non si può spiegare. Si può solo stare lì, fermi, ed ascoltare. Stefano e Federico definiscono le loro creazioni come sperimentali (sicuramente), rock (nell'approccio) e ambient (in quanto brani strumentali senza canto).

Alcuni passaggi potrebbero richiamare la samba, altri le campane tibetane, altri ancora risultano ipnotici. Le dita sulla Caisa Drum sembrano rincorrere ritmiche di tribù ancestrali, mentre gli altri suoni arricchiscono l'atmosfera.

Non c'è un momento più giusto o migliore di un altro per schiacciare Play su questo album. Perché c'è sempre un pensiero da scacciare. Di certo, se volete, potete schiacciare Rec sulle vostre reaction."

Francesco Carrubba - RockIt Magazine

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